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Progetto "Il Mondo di Masih"


Nata nel 1981, la Cooperativa di Solidarietà "Ama-Aquilone",
in occasione del proprio ventennale di attività, ha
deciso di dar corpo ad un progetto di cooperazione
internazionale meditato da diversi anni, dandogli
il nome "Il mondo di Masih".
L'iniziativa è dedicata a Iqbal Masih, un
bambino pakistano, ucciso all'età di soli 12 anni per
essersi ribellato ad una condizione di semi-schiavitù,
come tessitore di tappeti ed aver denunciato i suoi sfruttatori.
Il progetto, avviato alla fine del 2000, mira a contrastare
le condizioni di sottosviluppo ed emarginazione che colpiscono
molti bambini e famiglie dell’Ecuador. La scelta di
operare proprio in questo specifico Paese dell'America Latina
è nata dalla constatazione delle critiche e disagiate
condizioni di vita della popolazione: alto tasso di mortalità
infantile e materna; condizioni alimentari, igieniche ed abitative
altamente inadeguate; discriminazioni etiche; forte crisi
economica, ecc.
La Cooperativa ha pensato di impegnarsi grazie anche al sostegno
dei partner in Italia che hanno contribuito alla promozione
dell’iniziativa e alla sensibilizzazione del territorio
e di Padre Jaime, un sacerdote colombiano
che da oltre venti anni ha dedicato la sua vita ai poveri
dell’Ecuador.
Padre Jaime, che ha costituito Cebycam, un centro medico e
di formazione che si trova ai piedi del vulcano Tunghuraua,
ci ha accompagnato in questa avventura e ci ha fatto conoscere
il piccolo popolo di Sucuso che, evacuato dalla sua diocesi
a causa del vulcano, necessita di ogni tipo di sostegno.
Grazie quindi a Padre Jaime che ci accompagna abbiamo scelto
di prenderci carico in modo permanente degli abitanti di Sucuso,
un piccolo villaggio rurale situato nel Municipio di Pallatanga,
all’interno della Provincia ecuadoriana di Chimborazo.
Come accennato, questa comunità si è costituita
quando, a seguito dell’eruzione del Vulcano Tungurahua
in data 16 ottobre 1999, l’esercito è intervenuto
ad evacuare gli ecuadoriani che abitavano in prossimità
del cratere e il Governo ha concesso loro la possibilità
di insediarsi in una nuova area territoriale priva di ogni
servizio. Sucuso è abitato da circa 200 persone
di cui 60 sono bambini, e la sua economia si base
esclusivamente sull’agricoltura, sebbene portata avanti
con scarsità di mezzi e in forma arretrata.
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